Il lavoro dipendente, oggi 2

precariMi trovo costretto a scrivere un altro post sull’argomento del lavoro dipendente solo per aggiungere un paio di considerazioni sul tema trattato. La lunghezza kilometrica del post “numero 1” mi ha infatti sconsigliato di continuare a scrivere sulla stessa pagina..
In realtà ho ben poco da aggiungere, volevo solo fare un paio di considerazioni generali sullo stato di salute del moderno mercato del lavoro italiano.

“moderno”, a dire la verità, è una parola un po’ grossa. Ho sempre pensato che una cosa moderna fosse un oggetto frutto del progresso delle conoscenze e della società, non un regresso…
Eppure devo io per primo rendermi conto che ho sbagliato tutto. La situazione che ci si para davanti è PERVERSA, parola intesa nella peggiore delle accezioni possibili. Basta guardare gli stipendi medi di un lavoratore 20 o 30enne: andiamo dagli 800 ai 1.500 euro quando va bene.. Ma ci rendiamo conto che ormai un mutuo medio è intorno ai 900 euro? O che l’affitto di un trilocale nella mia città (di provincia) sta mediamente sui 700?? Come potrà mai una famiglia riuscire a sopravvivere con un entrata mensile di 2.000-2.500 euro?

Il problema più grosso però, lo devono affrontare i giovani. Ancora più sfruttati e sottopagati della media, si trovano privi di quella piccola fortuna di cui può godere la generazione precedente: il Risparmio.
Come avrete notato, negli ultimi 5 anni c’è stato un repentino crollo del potere di acquisto delle famiglie. Ma vi siete mai chiesti come mai alcune famiglie riescano a vivere più che dignitosamente nonostante un reddito modesto? Perchè sono riuscite, magari anche con difficoltà, a risparmiare qualche soldo negli anni passati. Personalmente credo (ma ovviamente posso anche sbagliare) che negli ultimi anni, la linea di confine fra le famiglie che non hanno dovuto modificare il proprio stile di vita e quelle che non sanno da che parte sbattere la testa sia rappresentata da questo. Chi è riuscito a risparmiare si trova oggi con un indispensabile salvadanaio “di compensazione” fra le entrate e le uscite, non necessariamente straordinarie.

E un giovane? Magari un 25enne che si è buttato nella vita da single? Come può pensare di sopportare gli sbalzi dei prezzi e i cambiamenti di umore della banca centrale americana??
Un mio amico (operario) da neodiplomato sfiorava i 1.000 euro, tranne nei mesi in cui era costretto alle ferie forzate per mancanza di lavoro. Sono convinto che questa persona sia molto felice della “detassazione degli straodinari” attuata dal governo Berlusconi.. eh già….

Non parliamo poi dei laureati, veri “idioti” della situazione.
Due ragazzi che conosco, fidanzati, dopo la laurea sono finiti a lavorare a 50km da casa LUI in un call-center, LEI in un posto ancora peggiore. Somma dei due stipendi: 1.100euro netti al mese..
Non c’è che dire, un bel guadagno! Scommetto che andranno presto a convivere..
“bisogna fare gavetta”
“per avere un ruolo di spessore, dovete essere pronti a trasferirvi”
“lo stipendio è variabile, quindi sei TU che decidi quanto guadagnare!”

MA ANDATE AFFANC**O, PORCO ***!!!
lo volete capire che lo studio E’ un sacrificio?? Per studiare ho dovuto rinunciare al lavoro e ho dovuto ‘pesare’ sulle spalle della mia famiglia. Quando verrò ripagato di questo? a 30 anni?
io VOGLIO essere ripagato SUBITO!
E’ troppo chiedere uno stipendio decente, la possibilità di lavorare vicino a casa e di avere qualche diritto?

Non dimentichiamoci che noi giovani NON avremo la pensione statale e nemmeno la liquidazione al termine dell’attività lavorativa!
Possibile che nessuno se ne preoccupi?
Noi DOBBIAMO crearci un fondo di pensione integrativa e un piano di risparmio per il futuro, ne abbiamo diritto!
Noi VOGLIAMO andarcene da casa, non siamo “mammoni”!
Certo che se magari potessimo avere uno stipendio decente potremmo cominciare a pensarci…

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