Disinformazione, Celere e altre amenità..

studentessa alla manifestazione di RomaPer chi se ne fosse già dimenticato, mi permetto di ricordare che siamo ancora in piena crisi economica, con le banche che annaspano e le autorità monetarie che non sanno che pesci pigliare.
Ma non è di economia che voglio parlare, semplicemente questa crisi mi dà l’opportunità di fare una riflessione sull’attuale sistema di informazione italiano. Ma vi rendete conto che se una cosa non viene continuamente nominata dai media (leggi: televisione) per noi non esiste più? anzi, non è mai esistita..

Quello che mi dà da pensare è che questa fantomatica crisi globale che doveva portare “morte e distruzione” [cit.] in tutto l’occidente, sia improvvisamente scomparsa da tutti i telegiornali nazionali per lasciare il posto a un altro argomento di cronaca: le manifestazioni studentesche contro la riforma Gelmini.
studenti davanti al ministero dell'istruzioneOra, senza voler entrare nel merito della questione, dico solo un paio di cose. La prima è che personalmente condivido praticamente tutte le manifestazioni degli studenti, perchè credo che possano essere importanti esperienze di Formazione e Partecipazione; la seconda è che, se scendono in piazza studenti, ricercatori, professori, maestri, rettori e chi-più-ne-ha-più-ne-metta, un governo che si rispetti dovrebbe quantomeno “mettere in pausa” il decreto e ascoltare le parti interessate. Io capisco che la maggioranza abbia votato a favore di Berlusconi, ma questo non significa consegnare carta bianca su qualunque argomento e non autorizza a procedere a ‘testa bassa’ facendo finta di non sentire le rimostranze di migliaia di cittadini.

Ma le cose che più mi spaventano sono altre.
gruppo di fasci durante gli scontri con il corteo studentesco a Roma (0,2 MB)Mi spaventa che i telegiornali stiano VOLUTAMENTE esasperando la contrapposizione fra studenti (ovviamente comunisti..) e governo, pilotando poi l’opinione pubblica in una certa direzione… E mi spaventa soprattutto che nessuno sia più in grado di ragionare con la propria testa e che abbiamo ormai perso ogni contatto con una realtà filtrata e distorta dai media (notare che nessuno si ricorda più della crisi economica..).
La ‘sparizione’ delle notizie e la strumentalizzazione delle manifestazioni sono (anzi, dovrebbero essere) evidenti a tutti. E qui mi viene in mente una cosa inquitante: l’intervista all’ex Presidente Francesco Cossiga uscita su tutti i giornali solo una settimana fa, della quale riporto alcuni passaggi (il resto lo trovate qui)

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno (…) lasciare perdere gli studenti (…) Ritirare Ie forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che Ie forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magisirati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. (…) Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!
(…) questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio. (..) Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale (…)”

Bè, a me pare evidente che si stia verificando proprio ciò che aveva detto il ‘picconatore’: esasperare le contraposizioni, cercare gli scontri con i manifestanti, inventare un ‘nemico’ e una ‘paura’ e, attraverso questi, pilotare l’opinione pubblica e spianare la strada all’intervento dei celerini nel caso ce ne fosse bisogno…
che ca**o di ‘ricetta democratica’ è questa?? Ma stiamo scherzando??
questa è dittatura signori miei, svegliatevi porca miseria!

Chiudo con due parole per i manifestanti:
ricordatevi che il Movimento non esiste più, siete soli: la gente non vi supporterà, ma vi odierà perchè bloccate le strade e perchè siete comunisti; vi odieranno gli studenti miopi. perchè bloccate le lezioni; e vi odieranno le forze politiche di sinistra (?) perchè 1 giorno di manifestazione è democrazia, 2 giorni diventano estremismo…
quindi ascoltate me, cercate di non mollare ma state attenti a quello che fate..

ps
un ultimo consiglio da amico: quando la Celere picchia i manganelli sugli scudi, correte più veloci che potete..

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Ducati 749

3 Responses to “Disinformazione, Celere e altre amenità..”

  1. Intanto non è vero che i manifestanti sono tutti comunisti ;)
    E’ una cazzata che si inventano quelli di destra.
    “Sei di sinistra?” Risposta: “si” “Bene allora sei COMUNISTA”.
    I soliti luoghi comuni….
    L’istruzione è l’unica cosa che può forgiare i giovani.
    Vuoi toglierla?fare tagli di 7-8 miliardi?
    Mandarli tutte alle private per farli rovinare se magari “PENSANO” diversamente da quegli snob che ci vanno?!?
    Lodare le scuole cattoliche dove ci sono movimenti neo-fascisti?
    (ok..sono di parte…ma non ne posso + di vedere delinquenti al governo!)
    Tanto ormai…tutto è allo sbaraglio! più casino di così..cosa fuoi fare GEL? (Gelmini,soprannome della litizzetto)
    Si,l’informazione italiana è basata sul terrore e sulla paura!

    Tiè..beccatevi questa destroidi lobotomizzati dalla tv e dall’esercito di 300.000 uomini con le divise cetriolo:
    _____________________________________

    Premessa

    «I fatti separati dalle opinioni.» Era il motto del mitico Panorama di Lamberto Sechi, inventore di grandi giornali e grandi giornalisti.
    Poi, col tempo, quel motto è caduto in prescrizione, soppiantato da un altro decisamente più pratico: «Niente fatti, solo opinioni». I primi non devono disturbare le seconde. Senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Con i fatti, no.
    C’è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.
    C’è chi nasconde i fatti perché trovare le notizie costa fatica e si rischia persino di sudare.
    C’è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando.
    C’è chi nasconde i fatti perché ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stipendio e attirano i fulmini dell’editore stufo di pagare gli avvocati per qualche rompicoglioni in redazione.
    C’è chi nasconde i fatti perché si sente embedded, fa il tifo per un partito o una coalizione, non vuole disturbare il manovratore.
    C’è chi nasconde i fatti perché se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace.
    C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s’incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, prìncipi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno.
    C’è chi nasconde i fatti perché confonde l’equidistanza con l’equivicinanza.
    C’è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.
    C’è chi nasconde i fatti perché l’editore preferisce così.
    C’è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione.
    C’è chi nasconde i fatti perché fra poco ci sono le elezioni.
    C’è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male.
    C’è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire.
    C’è chi nasconde i fatti perché «hai visto che fine han fatto Biagi e Santoro».
    C’è chi nasconde i fatti perché è politicamente scorretto affondare le mani nella melma, si rischia di spettinarsi e di guastarsi l’abbronzatura, molto meglio attenersi al politically correct.
    C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti diventa inaffidabile e incontrollabile e non lo invitano più in televisione.
    C’è chi nasconde i fatti perché fa più fine così: si passa per anticonformisti, si viene citati, si crea il «dibbattito».
    C’è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione.
    C’è chi nasconde i fatti per solidarietà con Giuliano Ferrara, che è molto intelligente e magari poi si sente solo. [muahuahuhaa…stupenda questa!]
    C’è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta.
    C’è chi nasconde i fatti anche se non lo pagano, ma magari un giorno pagheranno anche lui.
    C’è chi nasconde i fatti perché il coraggio uno non se lo può dare.
    C’è chi nasconde i fatti perché nessuno gliel’ha ancora chiesto, ma magari, prima o poi, qualcuno glielo chiede.
    C’è chi nasconde i fatti perché così poi qualcuno lo ringrazia.
    C’è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi.
    C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi tolgono la pubblicità al giornale.
    C’è chi nasconde i fatti perché se no poi non lo candida più nessuno.
    C’è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo o con la Rai o con la Regione o con il Comune o con la Provincia o con la Camera di commercio o con l’Unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l’angolo.
    C’è chi nasconde i fatti perché deve tutto a quella persona e non vuole deluderla.
    C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti è più difficile voltare gabbana quando gira il vento.
    C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto.
    C’è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, «c’è gente che pagherebbe per vendersi».

    (Marco Travaglio – La scomparsa dei fatti – si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni)

  2. ps: la prima foto è “leggermente” di parte! :D
    hihihihihi….
    Cmq grazie del post ;)

  3. bella questa frase:
    «Niente fatti, solo opinioni». I primi non devono disturbare le seconde. Senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Con i fatti, no.

    purtroppo è anche vera…

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