Dobbiamo avere paura della crisi finanziaria?

Visto il periodo di cacca in cui ci troviamo, non posso che inaugurare questo spazio web con un articolo sulla crisi finanziaria..
Ora, non che io sia un economista di fama mondiale (e infatti NON ho contribuito a causare questa crisi).. però volevo esprimere il mio modesto punto di vista sulla situazione attuale.

Partiamo dal principio .. COSA ha causato questa crisi?

Cause
Dobbiamo innanzitutto considerare che l’economia americana non vive una situazione particolarmente florida da parecchi anni. La guerra lampo in medio oriente che doveva dare una spinta alle industrie americane si è trasformata in una guerra di logoramento, ‘appiattendo’ di fatto i vantaggi che una guerra rapida e indolore avrebbe potuto portare alla fiacca economia statunitense. Questo ha portato la FED (la banca centrale americana), d’accordo con il governo, ad abbassare i tassi d’interesse fino a livelli ridicoli in modo da stimolare gli investimenti e l’economia in generale. Fra l’altro, questa iniezione di liquidità nel sistema non è stata indolore per quanto riguarda le quotazioni del dollaro; non è un caso infatti che il Dollaro fosse ai minimi storici nei confronti dell’Euro fino a pochi giorni fa..
Le manovre del governo e della FED sono state accompagnate da una forte deregolamentazione del mercato del credito. Non dimentichiamo che le banche statunitensi soffrivano di un grave svantaggio nei confronti dell’Europa fino a circa 15 anni fa proprio a causa della regolamentazione (ingiustamente n.d.d.) troppo restrittiva. Peccato che ‘sta volta si sia andati veramente TROPPO oltre il limite, ma andiamo con ordine.

Tassi bassi e tenore di vita discreto (negli Stati Uniti il costo della vita è più basso che in Italia..) sono stati un fortissimo richiamo per tutti quegli americani che desideravano comprare una casa, ma avevano sempre evitato di contrarre un mutuo a causa dei tassi troppo elevati. Le banche, dal canto loro, non potevano certo lasciarsi sfuggire un’occasione simile, per 3 motivi fondamentali:

  1. avere crediti verso tanti piccoli risparmiatori su tutto il territorio statunitense poneva gli istituti di credito in una condizione di forte diversificazione con conseguente riduzione del rischio complessivo
  2. la forte domanda di mutui (e quindi di immobili) stava facendo schizzare in alto i prezzi delle case con la conseguenza che, nel caso qualche cliente non avesse rimborsato il prestito, la banca non avrebbe avuto difficoltà a rivendere l’immobile ipotecato a prezzi stratosferici. Chiaramente, più mutui venivano stipulati, più i prezzi delle case salivano; più i prezzi salivano, più le banche avevano convenienza a fare nuovi mutui e così via..
  3. i nuovi strumenti finanziari (derivati) consentivano alle banche di ‘impacchettare’ i crediti verso i clienti e venderli ad altri soggetti, mantenendo i propri bilanci perfettamente puliti dai rischi di credito

Non dimentichiamo inoltre, che la deregulation metteva le banche in una sorta di botte di ferro, in quanto nessun soggetto aveva l’autorità per intervenire e vietare le operazioni più rischiose.

In una condizione di questo tipo, le banche non potevano far altro che continuare a prestare soldi ai correntisti che volevano comperare casa. Peccato che, una volta terminati i clienti con merito di credito alto (e che quindi potevano rimborsare il mutuo) gli istituti abbiano cominciato a rivolgersi a clienti con profili di rischio sempre più elevati, fino ad arrivare a finanziare anche il 100% degli immobili a persone che non offrivano nessun tipo di garanzia.. Il tutto veniva ovviamente impacchettato, rimescolato e venduto al miglior offerente (una banca d’affari), il quale si portava a casa titoli sempre più rischiosi e ‘tossici’ (ABS, CDO, ecc..)

Il gioco del “tassi bassi, fai il mutuo, vendi il derivato, gonfia la bolla immobiliare, fai un altro mutuo ..” ha retto fino a ché la gente ha continuato a pagare le rate. Ovviamente, i mutui erogati erano a tasso variabile (nessuna banca si sognerebbe mai di fare un mutuo a tasso fisso all’1% n.d.d.); con il passare dei mesi le rate hanno cominciato ad aumentare (accompagnate da una crescente inflazione a causa del Dollaro debole) e, altrettanto ovviamente, i clienti hanno smesso di pagare.. In un sistema sano (come quello dell’Europa continentale n.d.d.) questo non avrebbe significato altro che la confisca dell’immobile, la sua vendita all’asta e una perdita pari a 0 per la banca finanziatrice.

Nel malato sistema statunitense invece, che finanziava le case al 100% anche a chi non aveva un soldo, il mancato rimborso di qualche mutuo ha causato lo scoppio della bolla immobiliare, la crisi di liquidità delle banche esposte, l’impossibilità di soddisfare i propri crediti pignorando case che ormai non valevano nulla, il terremoto sul mercato valutario frenato solo dall’intervento delle banche centrali di mezzo mondo, il fallimento delle maggiori banche d’affari mondiali e una crisi senza precedenti in (quasi) tutti gli istituti europei.

Cosa fare adesso?

Niente, assolutamente niente!

Lasciate i soldi in banca (i conti correnti sono garantiti dalle banche e dallo stato italiano fino a 103.000 Euro). Chiudere il conto o prelevare ingenti somme dai depositi non fa altro che peggiorare la crisi e aggravare le condizioni di liquidità delle banche italiane, tutto sommato poco coinvolte dal problema.

Le borse di tutto il mondo sono crollate nonostante le enormi iniezioni di liquidità delle banche centrali di tutto il mondo (Usa, Europa, Canada, Inghilterra, Svizzera, Svezia, Cina, Russia, ecc….) fondamentalmente per motivi speculativi. Dal grafico in alto si vede chiaramente come il MIBTEL sia rimbalzato verso l’alto dopo aver toccato quota 15.000 punti, esattamente come aveva fatto durante la crisi del 2001-2002; questo lascerebbe intendere che la fase speculativa sia terminata e infatti i grandi investitori si stanno preparando a comprare (se non l’hanno già fatto..).

I piccoli investitori, con una propensione al rischio bassa, farebbero bene a stare lontani dai mercati azionari. Attendere qualche mese potrebbe essere una mossa molto saggia, in attesa di vedere le conseguenze della crisi sulla disponibilità di credito per le imprese. Se la borsa risale, ci si potrà agganciare alla ripresa anche fra 3-4 mesi; se invece la borsa crolla di nuovo avrete fatto bene ad aspettare ;)

Previsioni per il futuro

Brutto tempo, molto brutto purtroppo..

L’economia è ferma, la spesa pubblica si riduce, la bolla immobiliare si prepara a scoppiare anche in Europa, le banche sono in crisi e la BCE non può far altro che abbassare i tassi dando il ‘via libera’ a un ulteriore impennata della già elevata inflazione…

mah .. ci aspettano tempi duri a quanto pare..

LINKS
Vai all’articolo Crisi finanziaria: vincitori e vinti
Vai alla categoria Economia

PS
n.d.d: nota di Ducati 749

Ducati 749

2 Responses to “Dobbiamo avere paura della crisi finanziaria?”

  1. si, condivido, infatti avevo scritto cose simili anche io

    qui: http://sperimentazione.wordpress.com/category/crisi-finanziaria/

    sono graditi feedback
    ciao

  2. ciao tester
    grazie della segnalazione ;)

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